Studiare pianoforte

Frase celebre

Chopin

"Convincetevi di suonare bene e suonerete bene."

F. Chopin

Lo studio del pianoforte
Informazioni sugli esami da sostenere...

In queste pagine sono riassunti i programmi ministeriali per il diploma in pianoforte del vecchio ordinamento didattico. Cliccate sui link di fianco per visualizzare le diverse informazioni inerenti gli esami da svolgere.


Introduzione

Lo studio del pianoforte, tra tutti gli strumenti, è uno dei più completi per ciò che riguarda la preparazione teorica, tecnica e di interpretazione. Il suo studio, infatti, assieme allo studio di pochi altri strumenti richiede 10 anni di applicazione (ovviamente per chi si concentra facendo gli esami nel tempo prestabilito). Recentemente infatti, in una convention a Bruxelles gli è stata riconosciuta la valenza di Laurea proprio perchè il suo studio è decisamente paragonabile (secondo il mio modesto parere anche più impegnativo) di una qualsiasi laurea universitaria. Oltre a richiedere una cultura ed una capacità espositiva non indifferente per ciò che concerne la ricchezza dei vocaboli nella storia della musica e nella teoria di base, non può mancare la ricercatezza espositiva per i trattati sugli autori e sulle composizioni da essi svolte. Il pianoforte vede una storia assai elaborata prima di diventare lo strumento che oggi noi tutti conosciamo. Il primo ad appassionarsi ad una versione simil-definitiva del pianoforte è il grande Mozart che detiene il record del maggior numero di composizioni scritte per questo strumento di classe. Come tutti sapranno il pianoforte è composto da una tastiera che, per mezzo di organi meccanici, alla percussione di un tasto corrisponde la percussione delle corde per mezzo del martelletto, ovvero di un martello ricoperto di feltro. Le corde, ancorate al Somiere per mezzo delle caviglie, urtate dal martelletto si mettono in vibrazione producendo un'onda sonora di bassa intensità, la tavola armonica fa in modo che le onde si raggruppino e che quindi il suono venga amplificato. In realtà il funzionamento del pianoforte assai più complesso e richiederebbe pagine e pagine per essere spiegato in quanto si basa su principi di fisica acustica molto complessi. Ogni pianoforte infatti viene progettato utilizzando apparecchiature molto costose e realizzato con i migliori legni selezionati affinchè il suono risulti rotondo e mai scarno. Ovviamente il neo di questo strumento è l'impossibilità di trasportarlo in modo semplice per ovvi motivi. E' categoricamente da evitare per chi studi il pianoforte a livello professionistico di cimentarsi in acquisti di tastiere musicali elettroniche anche bilanciate in quanto rovinano il tocco del pianista e l'orecchio dato che il suono da esse emesso è un suono campionato ad altissima frequenza in digitale che per quanto possa essere ad alta risoluzione non raggiungerà mai la pienezza e la corposità del suono analogico ondulatorio provocato dalla percussione delle corde. E' da sempre lo strumento di elité utilizzato per musica da camera o per rappresentazioni teatrali, musica leggera, ovunque si voglia trasmettere un'aria di soffice classe. Lo studio del pianoforte non finisce mai, continua anche dopo il diploma, infatti, come suggeriscono i grandi maestri, i pezzi non si finiscono mai di scoprire ed il tempo che matura la frutta allo stesso modo matura l'animo dell'artista che ogni volta riesce ad aggiungere qualche dettaglio. Il pianoforte, visto in chiave professionistica è un lavoro di "Labor Limae" dove non si finisce mai di migliorarsi e che, al contempo sa regalare forti emozioni capaci di compensare abbondantemente gli sforzi sopportati per anelare all'esecuzione perfetta.